Titti Pece. Perchè sono qui, così

Titti Pece ritratto

Opera di Giancarlo Moscara- 1968


Sono io, Titti. Qui in un ritratto (del 1968), opera di Giancarlo Moscara. Oggi ho una piccola casa editrice: Moscara Associati Edizioni. Ho uno studio di immagine e comunicazione di impresa (Moscara Associati Progetti d’Autore. Immagine. Cultura. Marketing). Sono una storica dell’arte e nel team di lavoro della Moscara Associati mi occupo in particolare di eventi, scrittura di comunicazione e copywriting. Nel 2005 ho scritto il mio primo libro sul “sapore”, che ho dedicato al Salento raccontandolo attraverso miei personali itinerari di gusto e percorrendone i luoghi con esperienze di scrittura e di narrazione che esplorano il gusto e il sapore andando dall’occhio alla mente e dalla mente al palato -

Il libro (Quoquo.La gola come ipertesto: autori insieme a me per la fotografia Marcello Moscara e per design e illustrazioni Giancarlo Moscara) prese questo nome Quoquo per indicare un folletto del gusto che viaggia – in questo caso nel Salento – per coglierne il sapore giusto. Un folletto viaggiatore dunque, il cui nome evoca nel suono e nella bocca (quando questa parola la mastichi) l’antico suono di “coquina” (per dire “cucina”) e che è poi anche, nella lingua latina, il modo per dire “in qualsiasi luogo”: in qualsiasi luogo c’è il sapore, dunque, qui si ferma il mio folletto del gusto, con i suoi racconti ispirati agli incontri, alle esperienze, ai paesaggi e alle culture dei luoghi. Il primo libro non aveva però esaurito tutti i miei racconti e i miei percorsi qui nel Salento. Nel 2007 pubblicai il secondo volume: “Quoquo. Come le api al miele”. Quando , dopo aver scritto e pubblicato questi due libri, mi sono ritrovata con un immenso bagaglio di esperienze e di ricerche accumulate e custodite in miei personali archivi  (bibliografie e archivi della memoria, per es., allora ho pensato di dare una casa al mio folletto del gusto, un luogo dove potesse sostare e continuare a fare quel che gli è sempre piaciuto fare: esplorare il sapore nel suo rapporto con i luoghi e con le persone, vivendolo contemporaneamente come pratica un po’ filosofica, un po’ storica e un po’ artigianale.

 

Il progetto del Museo del Gusto (a San Cesario di Lecce) è stato sposato da tutto il team della Moscara Associati.  Ed è oggi il fiore all’occhiello delle nostre “produzioni culturali”. Attraverso il Museo del Gusto si legge un ambizioso progetto di responsabilità sociale e culturale d’impresa. Per realizzarlo abbiamo regalato al nostro  Folletto del Gusto uno spazio bellissimo, di valore storico/archtettonico e Quoquo abita qui,

in  via Sant’Elia, in questo vecchio magazzino di tabacchi costruito a fasi alterne tra gli anni ’20 e gli anni ’40 del ’900, da noi restaurato e allestito per essere riempito ogni giorno di contenuti e di idee, di sapori e di passioni, di esperienze e di convivialità, di arte e di bellezza, di tavole apparecchiate, di gusto, di saggezza. Un’idea di condivisione al servizio della comunità. È questo oggi il senso che diamo  alla parola Museo, luogo di incontro e di ricerca dove si custodiscono, in ogni caso, beni materiali e immateriali visti e studiati,qui, come beni culturali enogastronomcii. La parola Museo  equivale ad un metodo e significa dunque un preciso tipo di approccio. Non a caso qui si praticano e si studiano archeologia dei sapori e restauro gastronomico. È anche il luogo in cui si riflette sul “discorso del cibo” nelle culture del passato e nelle culture contemporanee.  È il luogo dove organizza le sue rassegne e qui è di casa il Cinegastronauta. E annessa al museo c’è anche una galleria d’arte.

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