Parte III – Nel mondo diventato PIATTO le cucine passano e i regimi restano, felicemente destinati ad un Homo Dieteticus

Cap 6 – Dalla memoria individuale alla memoria collettiva- la tradizione, la tipicità e le identità dei luoghi. Con la grande Utopia di Carlin Petrini

disegno originale di Giancarlo Moscara

Forse se non ci fossero stati l’emigrazione di tanti italiani prima e il fenomeno tutto novecentesco del turismo poi e se non ci fosse stato di mezzo anche il ’68 con il suo spirito rivoluzionario ‘di utopia di sinistra’, questo capitolo non avremmo potuto scriverlo. Ma la storia è andata così e ora io mi ritrovo in un altro ristorante molto lontano dall’Italia e anche da Parigi : sono gli anni ’50 del nostro ‘900, il ristorantino è a New York e si chiama Paradise. Lo gestiscono, uno in cucina e l’altro in sala, Primo e Secondo, due fratelli giunti qui in America dalla lontana Calabria.

Il film è Bigh Night- il regista (famiglia originaria di Calabria) è il giovane Stanley Tucci (insieme a Scott Campbell) e al Paradise si mangia benissimo: cucina italiana regionale del Sud tutta di tradizione e di ottima qualità- Con un ottimo risotto ai gamberetti e un timballo di maccheroni che io preferisco comunque al risotto e che in nulla o quasi mi sembra cambiato rispetto a quello gustato quasi cent’anni prima in casa del Gattopardo a Donnafugata.

Ci sono altri due personaggi in questa storia prima di arrivare alla fine che poi non è proprio la fine ma un altro inizio la cui fine si trova tutta in un altro libro in un’altra storia

Il più grande di tutti è lui, Carlin Petrini. Vero spirito del ’68 ‘io cambio il mondo’. Quando noi (io ero con Giancarlo Moscara che disegnava e con Marcello Fabbri che scriveva i testi) all’ARCI a Roma facevamo il Giornale Murale e Marcello scriveva ‘Togliamo le mutande alla Cultura e troveremo un motore targato Fiat e carburato Supercortemaggiore’ ( di queste cose così si discuteva tra noi nel ’68) lui nell’ARCI e qui in Italia già capiva che la rivoluzione poteva farsi passandoci per la Gola. E mentre altri tra noi si perdevano nel crollo di piccole e grandi utopie lui trasformava la sua (Utopia) in una meravigliosa visione e cominciava a percorrerla. Geniale. La storia la ripercorriamo in un film (“Slow Food Story” – “un fenomeno mondiale nato da un’ispirata avventura di provincia”). Di Slow Food, guardando al fenomeno dalla periferia della provincia, ho trovato geniale anche la capacità di adattarsi ad argomento da salotto così rigenerando, attraverso piacevoli conversazioni a cena, anche quel vecchio sistema di valori che chiamavamo ‘borghese’ volendo dire ‘conservatore’. Insomma dal macro al micro Slow Food ha cambiato interi sistemi di valori producendo cultura, ricerca e condivisione. Ha fatto dei conservatori delle avanguardie e delle avanguardie dei conservatori

Molto diverso da Carlin Petrini calca le scene oggi il personaggio Paolo Marchi, l’inventore di Identità Golose. Meno valori societing e più marketing. Meno cuochi e cuoche e contadini e più chef stellati e imprese, Culto delle personalità al posto del culto dei popoli. Il cibo come valore assoluto piuttosto che come percorso per cambiare il mondo. Lui è bravo e ci crede, nell’arte. Ma le conseguenze nelle cucine e nelle periferie sono talvolta terribili. Suo malgrado, perché poi lo zampino ce l’ha messo anche la TV. Ce l’ha messo la globalizzazione, ce l’ha messo soprattutto il fatto che il mondo , come si dice, è diventato PIATTO e nel piatto non c’è più nulla perché ci manca il Tempo e ci manca lo Spazio.   Povero Carlin Petrini, la tradizione sta per finire e bisogna cercarla più lontano, forse sulle Ande?

In bocca, per il cambiamento che sta subendo il palato, le cose a vederle da qui (nel Salento dove ora mi trovo) stanno andando così: dalla antica sacralità della pittula (sorta di frittella di pasta, cibo delle vigilie poi rovinosamente abusata ad antipasto in trattorie e ristoranti)   ci si sta evolvendo verso i replicanti della tartare di tonno. E siamo già ai violentatori della frisa (o frisella: origine greca, antico pane dei naviganti) che Dio, se c’è da qualche parte, che ce la mandi buona (la frisa).

Insomma la cucina è finita e al suo posto ci sono le parole: destrutturare, ricostruire, scomporre, accompagnarsi a… Con la frisa che te la devi mangiare ridotta a crema come se tutti avessimo perso i denti per masticare.

Disegno originale di Giancarlo Moscara

CONCLUSIONE (parziale e momentanea)

E questo è un altro inizio la cui fine si trova in un altro libro in un’altra storia Il libro è l’Homo Dieteticus e chi lo ha scritto è Marino Niola

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La visione dell’antropologo fa bene a tutti tranne che ai vegetariani

E se lo leggete potreste accorgervi che tutto quello che ho raccontato sinora è un po’ una premessa per invitarvi ad entrare in queste altre pagine. Esse scorrono e dicono cose che nessuno dice perché tutti si perdono e le storie si smarriscono nei blog.

Mentre voi vi trattenete in compagnia dell’antropopo io nel frattempo vado a rileggere Italo Calvino in “Sotto il Sole Giaguaro”. Per non finire come Il Barone rampante, che poi più non scende dall’albero dove se n’è andato per non mangiare quelle povere lumache.

Quanto alla storia su cosa alla fine resta e cosa passa o cambia, se i regimi o le cucine, a guardare a quel che succede oggi ha ragione l’antropologo, le cucine passano e i regimi restano. Magari camuffati da diete che ognuno crede di scegliere liberamente. Ma così è la Fede!

disegno di Giancarlo Moscara

Nota a questo articoloo

Questo testo occupa tre articoli del mio blog ed è stato scritto mentre appuntavo alcune idee per un intervento da fare sul tema “Cibo e cambiamento” per “I dialoghi del salone” –Gallipoli, 8 ottobre 2015, evento creato dal GAL Serre Salentine. A cui dedico, come contributo al dibattito in piccoli bocconi, queste mie – se pur incomplete e un po’ affrettate –   riflessioni.

 

Bibliografia filmica

A cena con il diavolo (titolo originale Le Souper) – regia di Edouard Molinaro- Francia 1992http://www.quoquo.it/cineteca/291-le-souper-ovvero-a-cena-con-il-diavolo-la-nostra-scheda

Il Gattopardo- regia di Luchino Visconti – Italia 1963 https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Gattopardo_%28film%29

Ratatoulle – regia di Brad Bird e Jan Pinkava – (film di animazione) -USA 2007  http://www.mymovies.it/film/2007/ratatouille/

Bigh Night- regia di Scott Campbell e Stanley Tucci – http://www.quoquo.it/cineteca/165-in-programma-nei-venerdi-cinemagusto-di-febbraio

Slow Food Story –regia di Stefano Sardo – film documentario – Italia http://www.mymovies.it/film/2013/slowfoodstory/

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